6 ragioni per porre fine alla guerra contro la nicotina

È ora di porre fine alla guerra contro la nicotina.
Il fumo è una delle principali cause di malattia e morte nel mondo.

Più di 8 milioni di persone muoiono ogni anno a causa del fumo, con quasi il 99% delle morti correlate al tabacco causati dal fumo combusto e non da altre forme di consumo di nicotina.
Ridurre il numero di fumatori e permettere loro di passare rapidamente ed efficacemente a un’alternativa meno dannosa dovrebbe essere una priorità per i governi e le agenzie di salute pubblica di tutto il mondo.

Sfortunatamente, troppe persone confondono il consumo di nicotina con le malattie causate dal fumo.
In questo articolo, vi racconto le sei ragioni principali per cui la guerra contro la nicotina è inutile e dovrebbe finire.

Lo scenario della guerra contro la nicotina

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a grandi successi nella riduzione dei tassi di fumo a livello globale, soprattutto nei paesi in cui i fumatori avevano molte alternative tra cui scegliere.

Nel Regno Unito per esempio, Public Health England, un’agenzia del Ministero della Salute, ha raccomandato attivamente ai fumatori di passare alle sigarette elettroniche.
Questo ha permesso l’introduzione di norme molto progressive sul vaping.

Grazie a queste politiche, il Regno Unito ha visto risultati decisamente superiori, rispetto a paesi più restrittivi, nella riduzione del fumo.

Nel Regno Unito, i tassi di fumatori sono diminuiti del 25% dal 2013 (quando il vaping è diventato popolare).

Al contrario, in Australia, che ha alcune delle norme più più severe del mondo sul vaping, i fumatori sono scesi solo dell’8% nello stesso periodo.

Grazie all’apertura verso lo snus, una forma di tabacco senza fumo, la Svezia riporta il più basso tasso di fumatori adulti del mondo sviluppato, solo il 7% (mentre rimane vietato in altri paesi dell’Unione europea).
Il risultato sono tassi più bassi di malattie indotte dal fumo.

La Norvegia ha avuto un successo simile grazie al suo approccio permissivo alla regolamentazione dello snus.

Invece di celebrare il calo del numero di fumatori e la diminuzione dei decessi, molti governi, agenzie di salute pubblica e attivisti antifumo sono andati a caccia di nuovi nemici.
Hanno deciso di prendere come capro espiatorio la nicotina, e come risultato, la lotta contro il fumo si è gradualmente trasformata in una guerra contro la nicotina.

Un tale approccio ha conseguenze disastrose: meno persone passano ad alternative meno dannose.

È ora di porre fine alla guerra contro la nicotina.
Ecco le sei ragioni principali per cui farlo.

1 – Le persone consumano nicotina, ma muoiono per il fumo

È vero che le persone non dovrebbero essere incoraggiate a iniziare a consumare nicotina.
Ma le autorità sanitarie pubbliche dovrebbero astenersi dall’impedire agli attuali fumatori di passare al vaping e ad altre alternative.

Il British National Health Service, ad esempio, segue un approccio pragmatico nei confronti del consumo di nicotina e del vaping affermando che:

guerra contro la nicotina fumo

“Mentre la nicotina è la sostanza che crea dipendenza nelle sigarette, è relativamente innocua assunta in altro modo. Quasi tutto il danno del fumo deriva dalle migliaia di altre sostanze chimiche nel tabacco combusto, molte delle quali sono tossiche”.

Nel dosaggio medio nel vaping, la nicotina imita alcuni effetti di una sostanza endogena (acetilcolina) e quindi attiva le cellule nervose nel cervello e nel sistema nervoso autonomo.

Il professor Bernd Mayer (tossicologo dell’Università di Graz) spiega che

“L’effetto di un avvelenamento, il blocco della funzione delle cellule nervose, si verifica solo in caso di un sovradosaggio massiccio, che non si ottiene con l’inalazione. Inoltrei fumatori non muoiono per la loro dipendenza ma per gli effetti nocivi degli ingredienti del fumo di tabacco combusto. Nel sistema cardiovascolare, proprio come la caffeina, la nicotina porta ad un leggero aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca. Questi effetti sono clinicamente innocui, il rischio di malattie gravi (infarto, ictus) o di mortalità non è incrementato dalla nicotina”.

Lo Yorkshire Cancer Research afferma in modo simile:

“La nicotina non è la causa della morte per il fumo. La nicotina non è un cancerogeno; non ci sono prove che l’uso prolungato di nicotina da sola aumenti il rischio di cancro. Delle tre cause principali di morte da fumo (cancro ai polmoni, malattia polmonare cronica ostruttiva e malattie cardiovascolari), nessuna è causata dalla nicotina. Il danno da fumo deriva dalle migliaia di altre sostanze chimiche nel fumo di tabacco”.

In un altro documento, Niaura et al. affermano che

“La maggior parte dei danni fisiologici attribuibile al fumo di sigaretta deriva dalle sostanze tossiche presenti nel tabacco e nei prodotti di combustione. La mortalità prevenibile è stata per la maggior parte collegata al fumo di tabacco combusto, non alla nicotina stessa. Disaccoppiato dalla combustione o da altri modi tossici di rilascio, la nicotina, di per sé, è molto meno dannosa”.

Un recente studio del professor Jacob George ha concluso che i fumatori che passano al vaping :

“dimostrano un significativo miglioramento della salute vascolare entro 1 mese […] il miglioramento precoce sembra non essere legato all’astinenza dalla nicotina ma piuttosto da altro materiale tossico prodotto dalla combustione del tabacco”

In altre parole, i fumatori che passano al vaping migliorano la loro salute, non importa se continuano a consumare nicotina o no.


Se vogliamo migliorare la salute pubblica, abbiamo bisogno di fornire ai fumatori tutte le opzioni per smettere.
Una guerra contro la nicotina non migliorerà la salute pubblica, ma scoraggerà molti dal passare ad alternative meno dannose.

2 – La nicotina nei cerotti e gomme non è un problema, quindi non dovrebbe esserlo né quando viene svapata né in un sacchetto.

La nicotina non è considerata un problema nella terapia sostitutiva convenzionale, quindi non può essere un problema maggiore nel vaping o nello snus.

guerra contro la nicotina nicorette

Il bugiardino dell’inalatore di Nicorette dice: “Sono le tossine presenti nel fumo di sigaretta come catrame, piombo, cianuro e ammoniaca che causano le malattie e la morte legate al fumo, non la nicotina.”

La domanda sorge spontanea, quindi: perché la nicotina dovrebbe essere un problema maggiore quando viene consumata in sigarette elettroniche o snus?

Non vediamo la stessa preoccupazione per migliaia di persone dipendenti dagli inalatori di nicotina o dalle gomme alla nicotina.
Piuttosto, vediamo il contrario: i fumatori non sono soddisfatti dei metodi tradizionali di cessazione e quindi guardano ad altre alternative come mezzo per smettere.

Il Royal College of Physicians ha riassunto il ruolo del vaping come metodo di rilascio della nicotina nel modo seguente:

“Le sigarette elettroniche soddisfano molti dei criteri di un prodotto ideale per la riduzione del danno da tabacco. Anche se l’erogazione di nicotina dalle sigarette elettroniche dipende da una serie di
fattori, […], possono in linea di principio fornire un’alta dose di nicotina, in assenza della stragrande maggioranza dei costituenti nocivi del fumo di tabacco […]”.

Il direttore del marchio Nicorette e NicoDerm Scott Yacovino ha dichiarato correttamente durante la presentazione di un nuovo prodotto:

“Sappiamo che smettere è molto difficile, quindi siamo sempre alla ricerca di modi per migliorare e portare una grande esperienza d’uso ai nostri prodotti sostitutivi della nicotina. Ovviamente, migliore è il gusto di un prodotto per quanto riguarda il sapore e l’esperienza fenerale, e più facile sarà per le persone concludere i positivamente il loro percorso di cessazione”.

Lo stesso vale per il consumo di nicotina con il vaping.

È stato dimostrato che il vaping è il 95% meno dannoso del fumo ed è stato approvato da diversi organismi sanitari internazionali come un’alternativa più sicura.

Se i governi seguissero l’esempio di questi paesi, 200 milioni di vite potrebbero essere salvate in tutto il mondo.

Il motivo per cui il vaping è più efficace rispetto alla NRT è perché è anche piacevole.

Le persone sono diverse e quindi hanno anche bisogno di prodotti diversi quando si cerca di smettere di fumare. Per alcuni, i cerotti funzionano, per alcuni funziona lo snus e per altri il vaping al gusto di vaniglia,cioccolato e biscotti.

Una guerra contro la nicotina quando svapata o consumata con i sacchetti non ha senso quando allo stesso tempo non c’è alcun problema nei cerotti o nelle gomme.

Queste ultime, oltretutto, sono ampiamente aromatizzate.

3 – La dipendenza è complessa e non risolvibile con una guerra contro la nicotina.

Non c’è dubbio che la nicotina scatena il rilascio di dopamina e quindi contribuisce alla dipendenza dal fumo, ma non può essere l’unica ragione per cui così tante persone non riescono a smettere di fumare.

Se la nicotina fosse l’unica ragione della dipendenza dal fumo, ogni fumatore che usa un cerotto alla nicotina dovrebbe essere in grado di smettere di fumare immediatamente.
Chiaramente, questo non avviene.

guerra contro la nicotina rituale

La dipendenza dei fumatori si basa su una combinazione di nicotina e altri ingredienti del fumo di tabacco combusto insieme al comportamento condizionato (il cosiddetto “rituale del fumare“) come la pausa caffè o la gestualità nel processo di inalazione.

Il potenziale di dipendenza della nicotina pura, cioè in assenza di fumo combusto, è stato a lungo fonte di controversie tra gli esperti.
Anche se bisogna essere cauti con gli studi sugli animali, sembra che il meccanismo di assunzione della nicotina faccia una grande differenza.

Uno studio sui ratti ha dimostrato che la nicotina in combinazione con gli altri 8000 costituenti che si trovano nel fumo di tabacco è “più potente della nicotina da sola“.

Un altro studio ha confrontato i livelli di dipendenza tra NRT, vaping e fumo combusto e ha dimostrato che in assenza di combustione, il potenziale di dipendenza dalla nicotina è molto basso, così che la maggior parte dei vapers sente molto meno la pressione della dipendenza rispetto ai fumatori.

È persino dimostrato che gli ex fumatori che sono passati al vaping per più di tre mesi sono meno dipendenti dalle sigarette elettroniche rispetto ai consumatori a lungo termine di gomme alla nicotina.

Il Royal College of Physicians ha dichiarato che

“il potenziale di dipendenza delle sigarette elettroniche attualmente disponibili è quindi probabile che sia basso. NRT ed vaporizzatori personali possono soddisfare i fumatori che stanno già usando la nicotina, ma hanno poco appeal per i non fumatori”.

Tutto questo non significa che tutti i fumatori che hanno smesso e sono passati al vaping alla fine saranno anche in grado di smettere di svapare, ma almeno hanno un’opzione per consumare in un modo meno dannoso la nicotina.

Tuttavia, gli studi suggeriscono che il vaping è una via d’uscita dal fumo e alla fine anche dal consumo di nicotina:

“Le sigarette elettroniche possono avere meno potenziale rispetto alle convenzionali sigarette combuste
nel produrre dipendenza, suggerendo che gli individui che passano dal fumo alle sigarette elettroniche possono ridurre la loro dipendenza da nicotina così come i loro rischi per la salute.
Questo, a sua volta suggerisce che fumatori che passano dalle sigarette alle sigarette elettroniche possono trovare più facile la successiva transizione dalle sigarette elettroniche alla cessazione se dovessero provare a farlo”.

Quando si tratta di dipendenza, la salute pubblica non dovrebbe individuare una singola sostanza.
La dipendenza è più complessa e non si risolve con una guerra contro la nicotina.

4 – La nicotina rende alcune persone più intelligente, più forti e più attraenti

Per decenni la nicotina è stata sinonimo di fumo. Questo ha fatto sì che la maggioranza delle persone credesse che la nicotina in sé sia la ragione principale degli effetti negativi sulla salute causati dal fumo.

Mentre è chiaro che le persone non dovrebbe iniziare a consumare nicotina se non lo stanno gia facendo , è ora di valutare la nicotina pienamente e completamente senza tralasciare le prove che non rientrano nell’agenda anti-nicotina.

La nicotina può avere effetti positivi sulla salute in alcuni contesti, e per il bene dell’onestà scientifica,
il dibattito sul fumo non dovrebbe chiudere un occhio su questi.

guerra alla nicotina cervello

La ricerca, fin dagli anni ’60, ha provato che i fumatori mostrano tassi più bassi nei malati di Parkinson, e recentemente uno studio ha suggerito che la ragione di questo è la nicotina.

Questo studio ha dimostrato che “gli uomini non fumatori che usavano snus avevano un rischio sostanzialmente più basso di ammalarsi di Parkinson”.

Una delle ragioni di questo è che la nicotina ha effetti cognitivi.

Secondo questo studio,

“l’attenzione, la memoria di lavoro, le abilità motorie fini e le funzioni di memoria episodica sono particolarmente sensibili agli effetti della nicotina. Studi recenti hanno dimostrato che […] le sub-unità del recettore nicotinico dell’acetilcolina (nAChR) partecipano agli effetti di miglioramento cognitivo”.


Un’altra indicazione che la nicotina può aumentare le prestazioni cognitive è che il 90% delle persone che soffrono di schizofrenia sono fumatori e questo, secondo esperti come Niaura et al. potrebbe essere un segno di automedicazione.

“Alcuni consumatori di nicotina beneficiano di effetti di automedicazione per alleviare lo stress, l’ansia, la depressione, e altre condizioni di salute mentale e mediche, tra cui schizofrenia e malattia di Parkingson”

Inoltre, la nicotina migliora le prestazioni cognitive delle persone con ADHD

È noto che i fumatori che smettono tendono ad aumentare di peso in seguito.

Questo suggerisce che la nicotina ha un effetto di soppressione dell’appetito e quindi agisce come
un soppressore di peso.

“Questi risultati possono portare all’identificazione di obiettivi terapeutici per contrastare l’obesità umana”

conclude un recente studio.

Gli studi suggeriscono anche che la nicotina può migliorare la resistenza all’esercizio e la forza.

Pertanto, non è sorprendente che molti atleti professionisti stiano usando la nicotina per migliorare le loro prestazioni.
Quasi la metà di tutti gli atleti professionisti – in particolare negli sport di squadra – usano la nicotina
per migliorare la concentrazione, l’attenzione e per controllare il loro peso corporeo.
A causa dell’immagine negativa della nicotina molti (troppi) legislatori, agenzie di salute pubblica
e attivisti antifumo non vedono il potenziale positivo della nicotina.

Questo è particolarmente duro per le popolazioni svantaggiate che tendono ad avere tassi di consumo di nicotina estremamente alti.

5- Le idee sbagliate sulla nicotina stanno ostacolando i progressi

La percezione pubblica quando si tratta di nicotina è purtroppo distorta.

guerra contro la nicotina medici

Il 57% degli intervistati in un sondaggio era erroneamente d’accordo con l’affermazione che “la nicotina nelle sigarette è la sostanza che causa la maggior parte del cancro causato dal fumo” e anche l’80% dei medici crede, infondatamente, che la nicotina causi il cancro.

Questi preconcetti detenuti dal pubblico e dagli esperti hanno effetti negativi.

Un numero inferiore di fumatori riuscirà ad intraprendere un percorso di cessazione provando alternative meno dannose come il il vaping.

Se i fumatori credono che la nicotina sia il fattore principale degli effetti negativi sulla salute, non hanno un motivo per passare, dal fumo combusto di sigarette, al vaping o allo snus.

Questo dovrebbe preoccupare i sostenitori della salute pubblic perché, se veramente vogliono migliorarla, ogni fumatore dovrebbe essere incoraggiato almeno a passare a modi meno dannosi di consumare nicotina.

Questo può essere raggiunto solo se i fumatori, ma anche gli esperti e l’opinione pubblica in generale sono informati ed educati sui reali pericoli del fumo.

Un’altra conseguenza di questo pregiudizio è che la scienza diventa unilaterale e i potenziali benefici vengono trascurati.

Una recente revisione di 755 ricerche sugli effetti e/o le conseguenze del vaping ha concluso che solo 37 “sono ammissibili per criteri precisi di qualità scientifica“.

Ciò che rende questo errore di fondo anche peggiore è che questi studi sono spesso usati per basare la politica del vaping.

Se i paesi normano il vaping basandosi su studi che non soddisfano gli standard scientifici, le conseguenze nella vita reale per la salute pubblica saranno terribili.

Ci ritroveremo con una cattiva regolamentazione e un numero inferiore di persone che passano ad alternative meno dannose.

Un recente documento sulla crescente polarizzazione della scienza nel campo del Tobacco Harm Reduction ha concluso che

“Le divisioni, prospettive dominanti sulle sigarette elettroniche spostano il campo della ricerca sulla nicotina e sul tabacco lontano da un discorso scientificamente rigoroso su questo importante argomento di salute pubblica, mettendo in gioco milioni di vite”.

La guerra contro la nicotina scoraggia la gente ad abbandonare le sigarette e distorce la ricerca scientifica.

La salute pubblica sarà compromessa da questo.
Non si tratta solo del numero di persone che, inutilmente, continueranno a fumare; questo tipo di ricerca scientifica, riguardo la nicotina, ci priverà di potenziali innovazioni e forse anche trattamenti per molte malattie.

6 – Proibire non funziona. Mai.

Se ormai i responsabili politici dovrebbero aver imparato una cosa dalla storia, è che il proibizionismo non funziona.

guerra contro la nicotina proibizionismo

Proibire l’alcool negli Stati Uniti è stato un completo disastro portando ad un maggior consumo di alcol nonché di qualità peggiore e quindi ancora più “tossica” per la salute e ha generato enormi guadagni illegali e lotte tra bande.

La guerra alle droghe in tutto il mondo è un completo fallimento e in molti casi ha portato a politiche controproducenti.

Pertanto, è giusto supporre che la guerra contro la nicotina avrà gli stessi risultati.

Limitare o addirittura vietare la nicotina per gli adulti aumenterà le attività del mercato nero e, contemporaneamente, farà aumentare il consumo di altri prodotti ben più pericolosi.

Perché come Clive Bates scrive:

“I venditori di contrabbando sono un porta d’accesso ad altri prodotti del mercato nero e non si fanno certo scrupoli sulle restrizioni di età o su cosa viene venduto e a chi […] È tempo di un approccio basato sull’evidenza della scienza e sulle prove quando si tratta di nicotina. L’obiettivo primario dovrebbe essere quello di ridurre i danni il più possibile. Nel campo della nicotina la maggior parte dei danni deriva dal dal consumo di sigarette.
Pertanto, i politici dovrebbero seguire soluzioni pratiche invece di obiettivi idealizzati come porre fine al consumo di nicotina.


Una soluzione pratica è quella di incoraggiare i fumatori, che non possono o non vogliono smettere, a passare ad alternative meno dannose.

Una guerra alla nicotina in sé è impossibile da vincere, perché

“qualsiasi approccio di riduzione del danno dovrebbe includere i danni creati dalle politiche introdotte per raggiungere l’obiettivo: per esempio, il mercato nero, i mancati introiti fiscali, la stigmatizzazione o il malessere derivante da coercizione o misure punitive. Questi danni pongono dei limiti su come un governo può spingere le proprie politiche convenzionali sul controllo del tabacco”

continua Bates.

Infine dobbiamo riconoscere che molte persone usano la nicotina come uno stimolante ricreativo e quindi dovrebbe essere trattato al pari della caffeina o dell’alcol.

Un prodotto di consumo che ha bisogno di essere adeguatamente regolato, ma non demonizzato.

Non assistiamo a questa levata di scudi quando si tratta del consumo moderato di birra o di caffè e, di certo, non abbiamo discussioni sulla loro regolamentazione o sulle politiche di salute da intraprendere a proposito.

Purtroppo, quando si tratta del consumo di nicotina questo approccio razionale sparisce.

Marcus Munafo, professore di psicobiologia dell’università britannica di Bristol, ha dichiarato senza mezzi termini:

“Davvero dovremmo essere così preoccupati per la dipendenza fine a sè stessa, se non comporta altri danni sostanziali? È una discussione che bisogna almeno affrontare”.

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