Come la Cina combatte la contraffazione cinese

contraffazione cinese

La contraffazione cinese dei prodotti da vaping investe anche le aziende del Sol Levante che si difendono nei mercati mondiali con cause milionarie.

Non chiamateli cloni

Nel nostro piccolo angolo del paese Terra, li chiamiamo cloni.

Copie di prodotti molto simili all’originale, spesso marchiate in modo pressoché identico, a volte presentate con lo stesso packaging, vendute ad un prezzo assai inferiore.

Alcuni di noi li amano.
Giustificano la loro esistenza in quanto ” un modo per provare un atom” o “il clone ha risolto il problema dell’asola“.
Se poi l’amico gli confida che è 1:1 con l’originale saltano di gioia e si rafforza in loro la convinzione che ” non si possono spendere quei soldi per un pezzo di acciaio
Altri li odiano
A cominciare dai modder, naturalmente, che difendono il loro lavoro non senza qualche “ingenuità”.

Molto ci sarebbe da dire sulla qualità dei materiali di questi prodotti: conto di parlarne al più presto grazie all’aiuto dell’amico Max Steam.

Ma, aldilà di ogni valutazione, è bene ricordare che stiamo parlando di prodotti contraffatti e, come tali, passibili di procedimenti penali diversi a seconda dell’ordinamento giuridico della nazione in cui si ricorre in giudizio.

La contraffazione cinese danneggia le aziende cinesi

La Cina è anche il primo produttore mondiale di prodotti da vaping.
Il mercato globale, stimato per l’anno in corso per un valore di $ 12,6 miliardi, è pressoché dominato nella fascia medio bassa dai produttori cinesi.
Smoore è il più grande produttore di dispositivi da vaping al mondo in termini di fatturato.
Secondo Frost & Sullivan, rappresenta il 16,5% del mercato mondiale e ha avuto una crescita di oltre il 100% delle vendite negli ultimi tre esercizi. È già posizionato sopra il gigante americano Juul. La società ha fatto il suo debutto alla Borsa di Hong Kong nel luglio di quest’anno, raccogliendo più di 900 milioni di dollari.

Gli Stati Uniti sono il loro mercato più importante e grazie al sistema giudiziale U.S.A. hanno vinto una causa milionaria contro la contraffazione cinese.

A giudizio!

Un giudice federale di New York ha recentemente concesso a Shenzhen Smoore Technology un giudizio di inadempienza per 5,4 milioni di dollari e un’ingiunzione permanente contro più di 100 imputati accusati di aver venduto prodotti contraffatti marchiati Vaporesso e Smoore.

Il giudizio di inadempienza è di $ 50.000 dollari per imputato e trasferisce a Smoore i beni sequestrati agli imputati inadempienti. 
Smoore aveva presentato la denuncia nell’ottobre 2019 per presunta contraffazione e violazione di marchi nei confronti di imputati residenti in Cina ma che conducevano affari negli Stati Uniti e in altri paesi tramite le loro vetrine commerciali su alcune piattaforme di mercato online. 

contraffattori cinesi 2
E’ la globalizzazione bellezza, e tu non puoi farci niente, niente!

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