L’opinione pubblica e la riduzione del danno: un sondaggio internazionale

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Un nuovo sondaggio internazionale commissionato da Philip Morris International Inc. (PMI) e condotto dalla società di ricerca indipendente Povaddo rivela l’interesse dell’ opinione pubblica per un approccio più attento alla riduzione del danno sociale causato dalle sigarette. Il 71% crede che incoraggiare gli adulti, che altrimenti continuerebbero a fumare, a passare ad alternative senza fumo possa integrare altri sforzi per ridurre i danni.

Metodologia del sondaggio sull’opinione pubblica

L’indagine è stata condotta tra l’8 e il 24 dicembre 2020 tra 22.507 adulti, rappresentativi la popolazione, oltre i 21 anni di età, in 20 paesi e territori, tra cui: Argentina, Australia, Brasile, Germania, Hong Kong, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Norvegia, Russia, Sud Africa, Corea del Sud, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.

Risultati incoraggianti?

L’indagine esplora gli atteggiamenti dell’opinione pubblica riguardo al ruolo delle alternative senza fumo nel miglioramento della salute pubblica. I risultati mostrano un ampio sostegno a nuovi approcci per accelerare il declino del fumo . Nello specifico, l’indagine ha rilevato che:

– Il 73% degli adulti concorda sul fatto che i governi dovrebbero considerare il ruolo che i prodotti alternativi possono svolgere nel rendere il proprio paese privo di fumo.

– Il 77% concorda sul fatto che i fumatori adulti dovrebbero avere accesso a informazioni accurate sulle alternative senza fumo che hanno dimostrato scientificamente di essere una scelta migliore rispetto al continuare a fumare.

– Il 67% degli intervistati afferma che se è possibile porre fine alla vendita di sigarette nel proprio paese entro 10-15 anni (smettendo di fumare o optando per migliori alternative scientifiche), il proprio governo dovrebbe investire tempo e risorse per renderlo realtà .

La riduzione dei tassi di fumo rimane un problema significativo per la salute pubblica, con tre intervistati su quattro (76%) che concordano sul fatto che è importante che i governi dedichino tempo e risorse per raggiungere questo obiettivo. Tuttavia, la maggioranza (58%) ritiene che una maggiore regolamentazione e tassazione delle sigarette non sarà sufficiente per ottenere un futuro senza fumo.

Proviamo a ragionare

Naturalmente, questa indagine potrebbe essere parziale, provenendo da Philip Morris International, che propone le sue alternative al tabacco mentre continua a vendere sigarette tradizionali.
Il sondaggio è stato condotto da una società indipendente e le cifre sembrano di buon senso (tranne ovviamente per i decisori italiani e europei) Ma…

Se proviamo però a cercare qualche dato in più su questo lavoro il risultato è sconfortante.
Non solo l’unica fonte è un comunicato stampa veicolato da un’agenzia specializzata ma la stessa società che l’ha condotto dichiara sulle pagine del su sito che:

Collabora con un’importante gruppo commerciale operante in un settore controverso su un programma di comunicazione pluriennale multimilionario volto a cambiare la percezione del pubblico sul settore.

Quindi i sondaggi servono a questo. Interessante!

Come si può parlare di “opinione pubblica” prendendo in esame la popolazione di paesi così diversi tra loro e presentando i dati in forma aggregata? Davvero il sentimento comune di un cittadino australiano (a cui non è consentito acquistare liquidi contenenti nicotina se non dietro prescrizione medica) può essere accumunato ad un suddito di sua maestà che, da anni, vede promuovere dalle istituzioni il vaping e ne tocca con mano i risultati?

Ho sempre sostenuto che la piena consapevolezza, da parte dell’opinione pubblica, del potenziale del vaping nella lotta al tabagismo sia una condizione essenziale, un vero vaccino contro questa pandemia silenziosa e letale quanto null’altro.

Ma non è attraverso queste operazioni di puro marketing, questi tentativi di manipolazione dell’opinione pubblica che ci si può avvicinare al risultato.

Le fake news, anche se comode, invitanti e vestite a festa, son solo spazzatura.

E voi, come giudicate questi risultati? E’ giusto rispondere alle fake news degli anti-vapers con notizie altrettanto false o, quantomeno, ampiamente manipolate?

Lo spazio dei commenti è a vostra disposizione.

manipolazione dell'opinione pubblica

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