Sigaretta elettronica e pandemia: un’occasione per smettere di fumare?

sigaretta elettronica e pandemia

In questo tempo di pandemia e lockdown le chiacchierate con gli amici che, come me, hanno scelto la sigaretta elettronica come mezzo per smettere di fumare hanno scandito le giornate
Live YouTube, gruppi Telegram o WhatsApp si sono moltiplicati così come gli argomenti e la sincera volontà, da parte di alcuni, di dare un contributo disinteressato alla conoscenza e diffusione di questo strumento.

Un interrogativo è emerso tra gli altri: quanto interesse, tra i non utilizzatori, c’è stato nei confronti della sigaretta elettronica al tempo del Covid-19? Gli italiani hanno considerato l’ipotesi di cessare la loro dipendenza dal fumo combusto? In che modo?

Per una risposta, seppure parziale, possiamo interrogare Google attraverso uno dei molti strumenti che ci mette a disposizione: Google Trends.

Cos’è Google Trends?

Google Trends è uno strumento per comprendere quali sono le ricerche di tendenza nel mondo.
I trend si basano sulle query, cioè le richieste degli utenti su Google, dal 2004 ad oggi (sono incluse le ricerche di vari servizi Google News, Google Immagini, Google Shopping e Google Trends YouTube).

I “numeri” di Google Trends non sono comparabili con altri dati forniti da Google, che vengono misurati in modi diversi e con diversi scopi. Google Trends è pensato per evidenziare la popolarità di una chiave di ricerca in tempo quasi reale.
I dati numerici di Google Trends non sono un numero assoluto di ricerche ma valori relativi da 0 a 100.

Come vengono elaborati i dati da Google Trends

La spiegazione ufficiale è fornita nel Google Trends Help Center:


“Google Trends adatta i dati di ricerca per facilitare il confronto tra le diverse query. I valori vengono divisi per il numero totale di ricerche nel tempo ed area geografica rappresentata, per comparare la popolarità relativa”.

La “popolarità relativa” è il rapporto tra il volume di ricerca di una query e la somma del volume di ricerca di tutte le query analizzate in un dato luogo e in un dato periodo. I dati vengono “normalizzati” cioè i set di dati di ricerca vengono divisi per una variabile comune, come le ricerche totali, per annullare l’effetto della variabile sui dati. In altre parole, quando cerchiamo l’interesse di ricerca nel tempo per un argomento, visualizziamo una proporzione di tutte le ricerche su tutti gli argomenti su Google in quel momento e luogo.“I valori che ne risultano vengono scalati in una gamma da 0 a 100 in proporzione a tutte le ricerche analizzate”.

In questa scala 0 equivale a termini con bassi volumi di ricerca, 100 è l’interesse di ricerca massimo per l’ora e la posizione selezionate. È interessante sapere che le ricerche ripetute dalla stessa persona in un breve lasso di tempo non vengono considerate, così da fornire il valore più realistico possibile.

I dati di Google Trends, dunque, sono relativi e non assoluti.  La normalizzazione dei dati è  molto importante ad esempio perché il numero di persone che effettuano ricerche su Google cresce costantemente: nel 2004 il volume delle ricerche totali era molto più piccolo di quanto lo sia oggi.

Google Trends è uno strumento interessantissimo per capire l’interesse locale verso un argomento o un prodotto.

Sigaretta elettronica e pandemia: alcune conferme…

La paura fa 90” recitava un vecchio adagio e nel grafico che segue ne abbiamo una conferma

Nei primi due mesi dell’anno il volume delle ricerche si è ridotto del 50% per poi subire una forte impennata nelle giornate più buie di questa pandemia.
In modo altrettanto rapido è però tornata ai livelli precedenti: colpa dello stress che non era certo d’aiuto o delle risposte che venivano trovate?


…e spiacevoli sorprese

Google Trends ci segnala anche quali sono le chiavi di ricerca correlate ovvero quali ulteriori richieste effettuano le persone in relazione alla query iniziale.
Questo è probabilmente l’aspetto più interessante perchè ci permette di capire quale percorso è stato seguito e, di conseguenza, quale soluzione è stata approfondita.

Ricerche correlate
Ricerche correlate

E’ triste scoprire che, in questa sorte di classifica, la sigaretta elettronica si posiziona dopo i farmaci o l’agopuntura.

Forse è meglio rivedere alcuni toni trionfalistici è prendere atto che alcune cose non hanno funzionato.

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