WHO report on the global tobacco epidemic 2021: come nascondere le evidenze sotto un tappeto di dollari.

L’ottavo WHO report on the global tobacco epidemic è purtroppo un’ulteriore prova del fatto che le fondazioni miliardarie hanno più influenza sulla guida alla salute pubblica dell’OMS rispetto alle principali prove scientifiche internazionali.

L’ultimo attacco dell’OMS ai prodotti con nicotina più sicuri, finanziato da Bloomberg Philanthropies, merita la condanna globale che sta ricevendo.

Senza alcuna prova sostanziale, il direttore generale dell’OMS afferma che

“i sistemi elettronici di erogazione della nicotina sono dannosi”.

È un’affermazione oltraggiosa quando il vaping e altri prodotti più sicuri alla nicotina continuano a salvare la vita di milioni di ex-fumatori in tutto il mondo.

Piuttosto che cercare di vietare gli strumenti più efficaci al mondo per smettere di fumare, l’OMS dovrebbe promuovere la loro disponibilità per gli adulti, e linee guida normative, progressive e proporzionate al rischio, che i paesi devono adottare.

Non solo l’OMS afferma erroneamente che il vaping è dannoso, ma avverte che potrebbe fungere da porta di accesso al consumo di tabacco.
Questa affermazione è in netto contrasto con tutti i dati e gli studi attuali che dimostrano che il vaping è una via d’uscita dal fumo estremamente efficace, non una via d’accesso al fumo.

WHO report on the global tobacco epidemic 2021

L’ottavo WHO report on the global tobacco epidemic sostiene che

“le minacce poste dai nuovi prodotti di nicotina e tabacco”

devono essere affrontate e che

“i paesi di tutto il mondo stanno facendo progressi nella lotta contro il tabacco, ma alcuni devono ancora affrontare nuovi prodotti come le sigarette elettroniche”.

L’OMS non riesce a comprendere che molti paesi che vedono diminuire i tassi di fumo sono gli stessi che hanno regolato positivamente la disponibilità per adulti di prodotti più sicuri a base di nicotina.

Se si vuole far si che meno persone muoiano per l’uso di sigarette, si devono rendere disponibili alternative più sicure.

È così semplice.

Purtroppo, troppi fondi di miliardari sono ora destinati a screditare il vaping perché l’OMS possa raccomandare una guida alla riduzione del danno da tabacco che salvi effettivamente delle vite.

L’approccio alla salute pubblica dell’OMS per ridurre gli 1,1 miliardi di fumatori nel mondo e gli otto milioni di morti annuali legati al fumo, non solo continua a fallire ma il suo obiettivo è stato spostato a scopo di distrazione.

Nonostante la Convenzione quadro dell’OMS per il controllo del tabacco sia stata redatta anni prima dell’arrivo del vaping, l’OMS vuole sempre più vietare i prodotti con nicotina su tutta la linea.


La nicotina crea dipendenza ma non è un assassino, eppure l’OMS non riesce a distinguere tra le mortali sigarette combustibili e i più sicuri prodotti alla nicotina.
I paesi firmatari, e i loro milioni di cittadini che vogliono smettere di fumare, meritano di meglio.

L’influenza del miliardario americano Michael Bloomberg è ora così profonda da essere citato persino nel comunicato stampa dell’OMS del 27 luglio sul WHO report on the global tobacco epidemic 2021

Lì sostiene che l’obiettivo dei produttori di tabacco è semplice:

Agganciare un’altra generazione alla nicotina.
Non possiamo permettere che questo accada”.

È preoccupante che questo comunicato indichi probabilmente la direzione che l’OMS spera di far intraprendere riguardo la politica di controllo del tabacco a novembre, alla Nona Conferenza delle Parti (COP9), una riunione dei firmatari della Convenzione quadro dell’OMS sul controllo del tabacco (FCTC).

Parlando dal Regno Unito, dove lo svapo è promosso dalle autorità sanitarie e ha già aiutato milioni di fumatori a cambiare, il professor Gerry Stimson ha invitato i paesi che favoriscono la riduzione del danno da tabacco a garantire che faccia parte della risposta globale al fumo

“Una recente ricerca sulla riduzione del danno da tabacco nel mondo ha rivelato che ci sono circa 98 milioni di consumatori in tutto il mondo che hanno già smesso di fumare il mortale tabacco e sono passati a prodotti più sicuri a base di nicotina.

 Eppure nessuno di questi consumatori sarà rappresentato alla riunione della COP9 di novembre.

L’OMS insiste nel considerare la nicotina più sicura come una minaccia e non come un’opportunità per la salute pubblica. La sua missione ingiustificata e fuorviante si insinua verso una “guerra alla nicotina” deve essere fermata. La riduzione del danno, come indicato nella stessa FCTC,deve essere istituita come strategia fondamentale per il controllo del tabacco, prendendo il suo posto insieme agli sforzi per ridurre la domanda e l’offerta”.

3 Comments

  1. E’ divertente vedere come Bloomberg è stato gia’ sbugiardato dai nuovi dati riguardo le percentuali, nettamente in calo, dello svapo tra minorenni o anche “giovani adulti” o comunque in eta’ scolastica, in base al report della CDC e dalla FDA stiamo parlando di un calo del 55,2% negli ultimi 2 anni ( e qua credo che la Juul centri parecchio) nelle scuole medie e del 42,3% nelle superiori, quindi niente “new generation” oppure vedere che l’Australia ha fatto un inversione a U e adesso si parla di un make the switch to vaping come campagna nazionale.. ma l’Australia non è un paese sottosviluppato, dove i miliardi di Bloomberg fanno bene alle tasche di tanti corrotti.

    • Rimane il problema di fondo, amico mio: l’albero che lui abbatte fa molto più rumore delle mille foglie che di conseguenza volano.
      E’ la propaganda bellezza…
      Quei dati del report americano sono davvero una magra consolazione a fronte della perdita di migliaia di piccoli ( ma anche no…) produttori di e-liquid che hanno visto i loro prodotti letteralmente cancellati dal mercato, come raccontavi in altri lidi Frank.
      Le vicende Australiane sono davvero sorprendenti, non riesco a trovare un’aggettivo per definire la situazione che hanno creato.
      Un utilizzatore di nicotina vaporizzata deve avere la fortuna di trovare un medico “di base” convinto dei vantaggi di questo mezzo. Non soltanto per un percorso di cessazione ma anche, spesso, come sostituto a lungo termine.
      Questo non è per nulla scontato, la percentuale di medici disposti a prescrivere questo tipo di trattamento sono in percentuale molto bassa.
      Poi, però, devi avere ancora più fortuna a trovare una farmacia che te la fornisca.
      Le prime conseguenze si sono già avvertite, per fortuna (pare) sono capaci di fare marcia indietro.

  2. L’assurdo sta succedendo adesso in Tasmania, dove il ministero della sanita’ seguendo l’esempio Australiano ha reso il vaping con nicotina solo con prescrizione medica e da un medico autorizzato, peccato che non esista un solo medico autorizzato in tutta la Tasmania, non soltanto questo, hanno anche fatto in modo che l’unico posto dove la si piuò comprare dietro prescrizione e ordinazione è la Farmacia, ma la farmacia per venderla deve richiedere l’autorizzazzione alla vendita di tabacchi, con un costo di circa 1200$ annui, adesso mi domando quale sara’ il farmacista che compra una licenza del genere quando non esistono i medici che possono prescriverla? Sono veramente arrivati all’assurdo!

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